Alessandra Todde vince le Regionali in Sardegna e il centrodestra deluso e scosso, va alla resa dei conti. Giorgia Meloni telefona alla governatrice Todde, la prima donna presidente della Sardegna e le augura buon lavoro, mentre i retroscena impazzano e raccontano di una premier su tutte le furie con la Lega e con Matteo Salvini accusati di essere rei del voto disgiunto mentre il ministro dei Trasporti dichiara “il popolo ha sempre ragione” e aggiunge serafico “quando cambi un candidato in corsa è sempre complicato”. Alessandra Mori nel corso della puntata di oggi di Rumore in onda su Radio Libertà ha intervistato il senatore Gianmarco Centinaio, ex ministro dell’Agricoltura, responsabile dipartimento Agricoltura e Tursimo Lega.

“Cosa ha pesato maggiormente, le territorialità, il voto disgiunto, la personalità del candidato e ed ora si può riaprire la strada per il terzo?”, ha chiesto la giornalista. “I sardi hanno dato un segnale chiaro“, ha risposto Centinaio riferendosi alle elezioni in Abruzzo il 10 marzo e a quelle in Basilicata di aprile. “Decidere sulla testa degli elettori”, ha rincarato il leghista, “quando i territori chiedono di contare di più è sempre sbagliato. Avete visto cosa è accaduto con il cambio del candidato a a due giorni dalle elezioni e il messaggio che hanno dato gli elettori sardi è: non dare mai l’elettore per scontato”.

Quanto al terzo mandato, Centinaio sollecitato dalla Mori, sostiene che “è una questione di democrazia“. “Perché impedire ad un cittadino che si chiami Zaia, De Luca, Bonaccini non importa, di confrontarsi con i propri elettori dicendo ti puoi candidare solo due volte e poi ci sono colleghi in Parlamento da quando Centinaio aveva i pantaloncini corti?”, chiede provocatoriamente l’eurodeputato del Carroccio. “Si tratta di democrazia”, ha ribadito Centinaio. “Io spero che la questione terzo mandato si possa riaprire prima possibile”.

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