Conduce Alessandra Mori – È corsa contro il tempo per l’approvazione della Manovra: entro il 13 dicembre il testo finale dovrà essere approvato anche dal Senato, in caso contrario scatterà l’esercizio provvisorio. “Pronti a lavorare anche in giorni festa” per centrare i 30 obiettivi del PNRR entro fine anno, assicura la premier Giorgia Meloni. Ma, calendario alla mano, il governo rischia grosso: mancano i tempi tecnici per dare un parere compiuto sugli emendamenti, per votarli in commissione, per gli ordini del giorno in Aula. Basta, soprattutto, che anche una sola delle forze di centrosinistra decida di far slittare la tabella di marcia di Montecitorio di sei giorni (dal 25 al 31 dicembre) per incorrere nell’esercizio provvisorio. La prima tappa è dopodomani, mercoledì prossimo, con la scadenza del termine per gli emendamenti. Ed è pronto l’emendamento unitario (Cgil Cisl e Uil) per fermare la flat tax e ogni genere di condono. Resta critica anche la lenta delle imprese e di Confindustria con il Bonomi che dice: “Bene il rigore sul debito ma ma manca una visione per la crescita. Il taglio del cuneo fiscale è risibile, servono 16 miliardi. Serve un taglio del cuneo di almeno 4 punti perché abbia un effetto significativo”. E l’alert è arrivato anche da Bankitalia che boccia la manovra.

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